CioccolatoMania


Dipendere dal cioccolato… si può?
marzo 21, 2009, 6:13 pm
Filed under: Scienza | Tag: , , ,

Chiunque ami il cioccolato sa bene quanto sia irresistibile la voglia che scatena, tanto che qualcuno è portato a dire di esserne addirittura dipendente. Ma può veramente nascere una dipendenza dal cioccolato, simile a quella del fumo? Ovviamente no anche se potremmo essere indotti a pensarlo.

Il piacere procurato dal consumo del cioccolato dipende strettamente da come il nostro corpo reagisce alle sostanze contenute dall’alimento stesso. Il cioccolato contiene infatti in massima parte burro di cacao, zuccheri e cacao ma anche, in misura minore, sali minerali, proteine e l’alcaloide tipico che è la teobromina. Gli zuccheri semplici, i primi a dare energia di pronto utilizzo al nostro corpo, aumentando il livello di serotonina nel sangue (elemento elaborato da gruppi neuronali e coinvolto in molti aspetti del comportamento umano: sonno,aggressività, sessualità; genera un senso di rilassatezza e appagamento), tonificano l’umore e fungono da antidepressivo naturale. Quindi un pezzettino di cioccolato mangiato in un momento di particolare noia o stanchezza aiuta a risollevarci il morale (magari durante un intenso pomeriggio di studio). Il magnesio invece aiuta il nostro corpo a reagire a particolari situazioni di stress. Ben nota fin dall’epoca dei Maya è la caratteristica del cioccolato di stimolare l’organismo umano, dovuta alla presenza dell’elemento teobromina; quest’ultima è contenuta in una percentuale di circa il 2% ma può variare a seconda del tipo di cioccolato o della lavorazione stessa (il cioccolato bianco non ne contiene). La teobromina è un alcaloide con molecola simile a quella della caffeina (anch’essa presente nel cioccolato ma in misura molto minore) che viene digerita dallo stomaco in 6/10 ore. Questa sostanza, oltre ad essere uno stimolante naturale (perché agisce sulle sinapsi del sistema nervoso), ha un’azione diuretica, se ingerita con abbondante acqua, ed è vasodilatatoria. Inoltre, è stato dimostrato che ha un effetto lenitivo sulla tosse. Proprio per la presenza di teobromina e caffeina il cioccolato viene classificato tra gli alimenti nervini. Questi elementi sono presenti in quantità talmente ridotta che non possono procurare dipendenza né effetti tossici per l’uomo (che dovrebbe ingerirne dei chili prima di poterne constatare qualche effetto negativo).

Se la dipendenza non nasce da fattori puramente chimici, dovremmo pensare a fattori psicologici. L’immagine della cioccolata infatti è collegata alle immagini della nostra infanzia, è stata per molti il premio dei genitori o dei nonni per qualcosa riuscito bene (per esempio un bel voto a scuola). La amiamo perchè ci riporta indietro nel tempo ma anche perchè ci regala, per il suo gusto, momenti di piacere brevi ma coinvolgenti. Non potrei formulare una teoria psicologica su questo, non avendone le basi per farlo, mi limito solo a delle osservazioni.

Infine sembrerebbe di aver trovato la pillola magica per risolvere tutto: un pezzetto di cioccolato ci rende felici, ci stimola e ci fa combattere lo stress, ma non bisogna dimenticare che contiene anche molti lipidi (soprattutto nel burro di cacao) e non va consumato in modo eccessivo e sregolato.




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